Gorakh Bani. Satsang online.

[Dal 25 Novembre 2020 su Facebook]
Il Gorakh Bani è un poema sapienziale di epoca medievale attribuito a Gorakhnath, composto di 275 strofe, più una serie di composizioni aggiuntive, dette Pada.
E’ un testo dei più misteriosi e affascinanti. E’ il Sabad, la parola spontanea dell’illuminato, lontana dai canoni scolastici vedantini e dello yoga, invece enigmatica e fitta di allegorie ermetiche e di riferimenti alla vita del monaco errante, dello Yogi, del Siddha, e alla sadhana esoterica. Perciò è un testo complesso, anti-intuitivo, ironico, poi beatifico e estatico, a tratti oscuro, comunque veloce, ritmato e vivace.

Devi Mahatmya. Traduzione e commento dal Satsang. [PDF]

[Solstizio 2020 | Navaratri 2020] Durante il Navaratri è tradizione leggere il Devi Mahatmya, suddiviso per i nove giorni (notti) dedicati alla Madre divina. La lettura di questo testo è una pratica devozionale riconosciuta e ricca di insight significativi. Il testo è stato tradotto e curato dagli studenti durante il Solstizio d’estate, turning point di questo anno apocalittico e insieme straordinario, a protezione e conforto dei devoti della Madre e di tutti. Il commento è stato scritto da Udai Nath durante il Navaratri di Ottobre 2020. Lo dedichiamo al Navaratri d’autunno per tutti coloro che cercheranno rifugio nella Sapienza in tempi di angoscia. Adesh Adesh. Jay Ma.

KARMA E YAJÑA. EPICA, SACRIFICIO E LAVORO, TRA L’INDIA VEDICA E IL TEMPO DEL CORONAVIRUS. [Una riflessione]

3 maggio 2020 Forse useremo guanti e mascherine, o troveremo una soluzione più elegante. E’ possibile che tutte le profilassi si rivelino inaffidabili, che il virus sia presente e assente, con i suoi anticorpi, in maniera casuale, attivo o dormiente, nella maggior parte delle persone. Quindi serviranno cure efficaci per chi si ammala, che è ciò che si dice normalità (scienza, opera umana, ecc), anche se ci si riammala. Accadrà forse che restino solo due opzioni, abolendo il limbo della sicurezza percepita: ce l’abbiamo fatta, abbiamo una cura, o non abbiamo una cura, siete avvertiti. Prepariamoci anche a questo scenario. Impareremo una cosa più importante della pavida convivenza con il virus, la più potente convivenza con la morte. Penso ad Arjuna che teme di doversi sottrarre alla battaglia perché comporterà la morte di persone che rispetta e perfino di persone amate. Ma Krisna gli dice che costoro sono già morti …

L’ENIGMA DELLA CREAZIONE NEI VEDA. IL SACRIFICIO.

Questo articolo è un lungo estratto della prima parte del seminario del 2-4 ottobre 2020, “Sulla Via dello Yoga”, in cui cerco di dare forma alle premesse del lavoro yogico e della conoscenza spirituale, come raffigurate nella teatralizzazione del rito vedico, secondo i Brahmana e le prime Upanishad. Parlare della Creazione è stabilire la premessa fondante della ricerca spirituale, che ha nel momento religioso l’esposizione di un Enigma non risolto, che solo la Gnosis / Jnana può aspirare a ricomporre. Questo articolo, per quanto corposo, si limita a esporre l’Enigma e indicarne la soluzione non convenzionale. Nel corso del Seminario, invece, ci azzarderemo a seguire le orme dell’Iniziato e ricomporre, mattone su mattone, il corpo glorioso dell’Immortale. La sua presenza, ci auguriamo, sarà visibile e riconoscibile per tutti coloro che hanno desiderio di incamminarsi lungo la Via, ad attenderli e guidarli lungo il cammino. Questo seminario si prefigge di indagare …

In lode della Grande Dea. Devi Mahatmya.

IL RE, IL MERCANTE E IL SAGGIO Il Devīmāhātmya inizia con il racconto del rishi Mārkaṇḍeya che narra di un re virtuoso, di nome Suratha, di come soffrisse per aver perduto il suo regno e come cavalcando da solo nella foresta fosse giunto all’eremo di Medha, un sant’uomo. Il racconto poi prosegue con l’arrivo all’eremo di un mercante di nome Samadhi, espropriato della sua ricchezza e scacciato dalla sua avida famiglia. In quel luogo, circondati dalla pace e dalla bellezza, entrambi si aspettano di trovare la tranquillità, ma al suo posto emerge un profondo tumulto interiore, alimentato da pensieri ricorrenti di smarrimento, tradimento e di attaccamento a ciò che si erano lasciati alle spalle. Il re riteneva che in quanto uomini di conoscenza, avrebbero dovuto saper individuare la causa della loro infelicità. Insieme si rivolgono a Medha, che immediatamente riconosce nella conoscenza intesa dal re la conoscenza del mondo materiale …

Shivaratri. Shiva, la presenza di Dio nel Sublime e nel Tremendo.

“Shiva, la presenza di Dio nel Sublime e nel Tremendo” Seminario. Domenica 23 Febbraio, h.15.00 – 19.00 A Pesaro e su Skype. Shiva è il distruttore delle illusioni, colui che protegge gli eremiti, gli asceti, coloro che vivono distaccati dal mondo. Shiva è il Dio supremo, la liberazione, il padre e la madre celesti, il grande Yogi, la coscienza suprema, la non dualità, l’immortale, il Signore degli Dei e di tutti gli esseri. “Mi inchino a te, che hai l’estensione dello spazio. Tu che hai l’aspetto di un eremita dai capelli intrecciati, con il bastone tra le mani, il ventre magro e la ciotola delle elemosine. Mi prostro a Te che sei la purezza. Tu che porti il tridente, che sei il Signore degli Dei, Tu che hai tre occhi, che sei lo spirito supremo, che sei coperto di ceneri e itifallico. Mi inchino a Te, Signore Rudra! La mezza …

Bhagavad Gita. La quintessenza dell’istruzione spirituale.

“Bhagavad Gita. La quintessenza dell’istruzione spirituale.” Seminario. Data da definire. A Pesaro e su Skype. Questo libro è detto essere la sintesi perfetta di tutta la dottrina spirituale dei Veda e delle Upanishad. Il testo, trasmesso come una conversazione di Krishna con Arjuna sul campo di battaglia, non è inteso a stabilire un culto particolare, non è destinato a una casta particolare, sebbene sia enunciato da Krishna e dedicato a incitare un guerriero. Quello che si svela, davanti alla fatalità della morte, dell’uccidere o dell’essere uccisi, è la domanda di fondo della coscienza, davanti al dubbio essenziale, tra la vita e la morte, tra l’egoismo e il richiamo al dovere. Dunque la prima risposta, e la sola risposta, che il divino avatara può rivolgere all’uomo Arjuna, riguarda l’universalità della Realtà, come presenza divina stessa, come Dio stesso. E con essa, l’universalità del Dharma, del dovere e destino di ciascun vivente, …

Il Ramayana, parabola gnostica. Il viaggio celeste dell’Eroe.

Seminario. Data da definire. A Pesaro e su Skype Nelle mitologie la comparsa del Fanciullo è il segno divino per eccellenza. Pur essendo tra i miti più arcaici dell’umanità il Fanciullo deve accadere, per la natura della sua funzione, storicamente. Non può restare un mito astratto, di quelli “che non sono mai accaduti ma sono sempre”. Il fanciullo, infatti, si presenta in un momento preciso, quando è necessario che si fondi una civiltà, un mondo, una cultura. Perciò il fanciullo è l’Eroe, colui che accade, si rivela al mondo, con una funzione precisa e fondativa, che determina il volto e la cultura che da lui prenderanno inizio. Per questo Rama è inteso in India come un personaggio storico realmente esistito, l’Eroe fondatore della civiltà indiana, l’eroe patrio per eccellenza. Così Gesù è fondatore dell’era in cui viviamo, sulla cui nascita calcoliamo il tempo storico. Rama diffonde con la sua presenza, …

La Parola Madre

“La Parola Madre. Teologia del Femminile Sacro. Suono e Parola nei Veda e nello Yoga.” Con l’inizio della celebrazione di Navaratri, dobbiamo concentrare il pensiero e le nostre energie a cogliere un grado più profondo e più reale, vivido, di esperienza della Dea Madre. L’induismo, come il cattolicesimo, ha fatto un largo uso dell’iconografia della Dea, immagini le cui origini si possono tracciare fino alla preistoria. Il significato profondo però è apparentemente semplice. Se Madre è un concetto universalmente riconoscibile, la sua divinizzazione può procedere o per un artificio retorico, che ci porta a stabilire una dimensione di genere ontologica, un “eterno femminino” le cui caratteristiche sono però definitivamente “troppo umane”, dettate da convenzioni e oppressioni secolari, certamente non innocenti. Oppure deve risalire a una tradizione di ricerca dell’essere in sé, che ha indagato l’origine del mondo in termini assoluti, non umani, non qualificati. La vera Origine, denominata Madre o …

Brhadaranyaka Upanishad. Dalla Creazione alla Liberazione.

“Brhadaranyaka Upanishad. Dalla Creazione alla Liberazione” La religione Vedica fonda la stessa esistenza del cosmo nel sacrificio compiuto da Prajapati all’origine e, da quello, nel rituale che ogni capofamiglia eredita e deve svolgere incessantemente, nei riti stabiliti per ogni giorno, all’alba mezzodì e tramonto, e in quelli indicati poi per i passaggi del sole, per le lunazioni, per le eclissi e per i giorni festivi veri e propri; sono poi osservati i digiuni, i pellegrinaggi, i sacrifici, e infine i sacramenti che segnano le diverse fasi della vita, e le pubbliche celebrazioni; inoltre tutti i rituali di commemorazione dei defunti e in loro favore. La concezione sacerdotale dell’essere umano stabilisce un profondo senso di interdipendenza tra uomini, cosmo e dei, e la sua funzione si propaga attraverso il passaggio generazionale di un debito individuale, verso gli antenati e la tradizione famigliare, che tra gli obblighi religiosi sancisce allo stesso modo …