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Gruppi di Sostegno e Auto-aiuto

Gruppi di Sostegno e Auto-aiuto a Pesaro
(2023-24)

I Gruppi di Sostegno e Auto-aiuto sono rivolti a coloro che hanno vissuto o vivono esperienze “critiche” e traumatiche, e desiderano lavorare sulla consapevolezza del loro vissuto, e infine intraprendere azioni utili, significative, condivise e validanti.
Si tratta di gruppi che si riuniranno una volta alla settimana, per un periodo di tre mesi (prorogabili), per condividere emozioni, esperienze, desideri e strumenti adatti ad affrontare nel modo più chiaro e significativo la propria esperienza.

Si promuove la prassi che le persone che vivono e hanno maturato esperienza in un passaggio chiave della vita umana, escano dall’isolamento e dalla passività per mettere a frutto il loro sapere e la loro competenza nel produrre senso e soluzioni al proprio percorso. La comunità che si forma nel gruppo è importante per dare realtà e reciprocità, di riconoscimento e di supporto, a un passaggio fondamentale nella vita di ciascuno. In questo modo andiamo a sciogliere il nodo del cuore, l’isolamento, l’irrigidimento dettato dalla paura, che è il pericolo e la vera criticità del percorso.

L’esperienza “difficile”, la crisi e la sofferenza che genera, nel mondo attuale, vengono trattati come ostacoli da appianare, normalizzando desideri e necessità della persona a un conformismo che è definito dai consumi, da uno stile di vita edonistico e materialista, o dalla attesa di trovare relazioni amorose risolutive, e infine dalla delega ad altri delle questioni relative alla salute e al benessere personale. Molti di questi oggetti si riveleranno consolatori e insufficienti, generando sempre maggiore angoscia e rabbia. Anche in ambito scientifico, purtroppo, si crede che la salute e la normalità corrispondano necessariamente a una adesione perfetta al modello di consumo e al consumo di affetti, spesso già anacronistico, perfino per la società che lo spinge ad ogni costo. Dell’emozione e del sentimento prodotti dalla crisi, della verità della persona, sia in atto o già vissuta e elaborata, si crede di non poter fare nulla, soltanto patologia. Un disagio che in realtà deriva dalla frustrazione e dai sentimenti di rifiuto e di incomunicabilità. Questo collo di imbuto, effetto della mentalità corrente, produce da sé un disagio a doppio legame, dettato dall’irriducibilità delle posizioni, che mirano al cedimento della parte “in difetto”, senza alcun riconoscimento delle competenze e delle risorse dell’esperienza personale.

Occorre perciò aprire un confronto tra persone che hanno vissuto e affrontano le stesse dinamiche, che riconoscono il disagio e le difficoltà, e che insieme lavorano a trasformare la marginalità e l’esubero che queste esperienze rappresentano, in un fondo di risorse e creatività. Riconoscere la propria capacità di analisi e di risoluzione della crisi, mettere in comune questa competenza, liberata dallo stigma e dall’insufficienza, liberata dalla rabbia di non essere ascoltati, di non essere efficaci. Così si disinnescano le reazioni distruttive e si lavora verso una presa di coscienza di cosa sia questo ”esubero” di esperienza e verità che la crisi ha prodotto, l’energia profonda che ha scatenato, la sua volontà e capacità di azione positiva e proattiva.

I Gruppi sono fondati su un orientamento olistico e spirituale, e non sostituiscono in nessun modo la psicoterapia o l’intervento medico. Si tratta di un percorso personale, che ciascuno intraprende per desiderio di conoscenza, di condivisione e di realizzazione. In questa ottica, di indirizzo Non-duale, ogni esperienza è una liberazione di energia e di consapevolezza, che esprime desiderio di superamento delle aspettative immature e eterodirette e delle strutture di pensiero invalidanti. La Crisi è un esubero della coscienza che si è affacciata, per sua libertà, sull’abisso che si trova oltre la rappresentazione fittizia di sé. Ogni esperienza di crisi, di servizio e di sacrificio, di trauma e di solitudine, chiama a sviluppare competenze di sé più alte e efficaci. Il Gruppo ha il compito di scoprirle, valorizzarle e di liberarle dallo stigma e dalla gestione “chiusa e protocollare” della patologizzazione.

I gruppi possono decidere di loro iniziativa di avvalersi della consulenza di medici, di psicologi e di qualsiasi altra figura che desiderino interrogare e con cui vogliano confrontarsi. La condivisione anche di strumenti pratici, presidi tecnici e professionalità, di risorse territoriali e strategiche, è uno degli elementi qualificati della condivisione del percorso di gruppo, senza limitazioni e con piena collaborazione dei partecipanti.

Svolgimento previsto nel 2023-24, date da definirsi, al raggiungimento di un numero minimo di 6 partecipanti per tematica. Massimo di partecipanti per gruppo: 10. Sono ammessi partecipanti dai 30 ai 60 anni di età.
I Gruppi si riuniscono a Pesaro, con la presenza di Yogini Udai Nath nel ruolo di facilitatore. Tutti gli incontri sono introdotti e conclusi con un breve esercizio di meditazione.



I Gruppi tematici

Gruppo di Auto Aiuto per Care Givers

  • Condividere emozioni e domande
  • Trovare strumenti e aiuti
  • Condividere l’esperienza
  • Sentirsi ascoltati e riconosciuti
  • Curare l’altro, guarire se stessi

Promuovere il benessere del Care Giver e la sua consapevolezza del proprio ruolo e dei propri bisogni, è lo scopo principale di questo gruppo. Il Care Giver lavora in una situazione di estremo impegno e carico emotivo, che difficilmente viene riconosciuto e elaborato dalla collettività, che delega volentieri questo compito, senza riconoscerne effettivamente la criticità e il valore.
Vogliamo perciò riunirci per condividere gli aspetti psicologici, emozionali, etici e valoriali di questo fondamentale impegno. Riconoscere insieme gli aspetti significativi, che ne fanno un’esperienza talvolta difficile ma sempre di grande importanza per la crescita e l’evoluzione interiore della persona, un percorso di guarigione e di profonda consapevolezza dei rapporti famigliari e dei più importanti legami affettivi, che nella cura si ritrovano e si lasciano andare, in un lungo contatto ravvicinato, denso di emozione. Vogliamo raccogliere tutto questo, ascoltarlo e raccontarlo, e infine riconoscerne la potenza interna, destabilizzante quanto portatrice di consapevolezza, perdono e amore incondizionato.
Insieme, possiamo attivare una rete di supporto per condividere pratiche ed esperienze che sono state utili, a volte indispensabili, e chiarire i molti dubbi che il prendersi cura di una persona cara può suscitare. Ci sono quesiti che altri hanno già affrontato, altri che possiamo affrontare insieme.
Un gruppo che perciò possa anche dialogare con medici e istituzioni, se necessario, ma soprattutto ritrovarsi come luogo di riferimento sicuro e solidale per i suoi membri.

Gruppo di Auto Aiuto Solitudine, Lutto, Abbandono

  • Riconoscere la solitudine come esperienza di sé.
  • Lasciare andare. Emozioni, distacco, osservazione e giusta distanza.
  • Fare scelte qualitative.
  • Dare e ricevere, equilibri in evoluzione.
  • L’amore non è un oggetto, non è esauribile.
  • “Chi sono io?”

Nella nostra società la solitudine è la più grande paura, ed è oggetto di stigma e di colpevolizzazione costante. Trovarsi per ragioni personali o per cause di forza maggiore ad affrontare solitudine, lutto e abbandono, è ritrovarsi anche ad affrontare il giudizio del mondo, le sue richieste pressanti e insensibili, che spesso abbiamo interiorizzato in un opprimente gioco di ricatti e falsi scopi. Questo non aiuta ad accettare la situazione e non di rado spinge ad affrettare i tempi naturali e le decisioni mature, che invece sono necessari.
La solitudine, voluta o meno, è un momento in cui la vita concede una tregua inaspettata (ma forse desiderata) per ricominciare a formulare un progetto più grande, un orizzonte più adatto alle nostre esigenze profonde, e rimettersi in gioco con la consapevolezza degli anni maturarti e una nuova visione.
E’ perciò una vera e propria opportunità che non va sprecata cercando di colmare artificialmente il vuoto con vecchie abitudini, nel tentativo di imitare quello che eravamo o quello che crediamo di dover essere. Si può cogliere questa occasione per riscrivere i nostri desideri e il nostro percorso, partendo da una profondo ascolto di noi stessi, e proponendoci di arrivare a obiettivi significativi, osservando i passaggi necessari, i nostri tempi naturali e i nostri veri bisogni e potenzialità.


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